The mayor of Milan to the interior Minister: “We have to discipline the diffusion of mosqes all around Italy”

Abdel Hamid Shaari, president of the Islamic Institute in Milan, is asking to Letizia Moratti, mayor of Milan, for the authorization to build a new, proper and dignified space of worship for Muslims just outside the city. It would be a small mosque, well connected to Milan and totally self-financed. Letizia Moratti, in turn, is asking Roberto Maroni, the Italian interior minister, to issue an official directive to manage homogeneously the worship spaces of those religious communities that don’t have official relationships with the Italian state. In the meantime, Letizia Moratti guarantees Milanese citizens that she will prevent Muslims from praying in the sidewalks of a notorious area of the city (Viale Jenner, at the center of clashes and public demonstrations in the past). The Northern League component of the municipality, however, starkly refuses to recognize any other space for Muslims and declares a strong opposition.

Milan mosque to be closed down

A mosque in Milan that has been deemed controversial by some, is to be shut down, said the Italian government. The Jenner mosque has about 4,000 worshippers each week, and people often spill out onto the streets during Friday prayers. After complaints from local residents, Interior Minister Roberto Maroni said that he will close the mosque by this August. The Catholic church has come out in support of the Muslim community in Milan, and leading Roman Catholic Monsignor Gianfranco Bottoni accused Mr. Maroni of behaving like a fascist. A local statium has offered space for worshippers to pray for the time being. However, the stadium would only be available four days a week, and each person would be charged on entry. The president of the Jenner mosque, Abdel Hamid Shaari said that he is happy to pay, but the mosque’s members won’t be treated like nomads. Those who choose to pray outside the mosque in protest would be fined this according to a law regarding the obstruction of streets and passageways. While no specific reason has been cited for the mosque’s closure, the move is related to community complaints about the mosque being in a residential area, and concerns over hygiene issues related to halal butchers operating from inside the mosque.

Mosque attacked in Milan

A small bomb was thrown at the Via Quaranta mosque and Islamic cultural center in Milan on Saturday, February 2nd. The bomb caused damage to glass windows, and damage to the entrance area. Abdel Hamid Shaari, president of the Islamic Cultural Institute said this is the result of a racist and anti-Islamic campaign that’s been going on for years. The Italian security service DIGOS is investigating the attack.

Islam/Shaari: Pisanu Dica Con; Chi Vuol Parlare Di Integrazione; “Dibattito Su Integrazione In Italia Iniziato Tardi E Male”

The debate on integration of Muslims in Italy is far behind and has begun on the wrong foot, in part because before speaking about concrete proposals it is necessary to know who at least will take part in dialogue, president of the Muslim foundation, Abdel Hamid Shaari, comments. Initiatives should be taken from the British government to establish a debate on seven thematic areas: extremism and radicalization, role of women and young people, mosques as resources for the community, education, relationships with the authorities responsible during emergencies, and the role of the local communities. Minister of the Interior Giuseppe Pisanu speaks about a Muslim Council, but we do not want to serve just the government and to “start from presupposed notions that various types of Islam exist”, one radical and one moderate. We want everyone at the table, to know with whom we will share the debate. Only then we will be able to speak about serious proposals. Milano – “Il dibattito sull’integrazione della comunit_ islamica in Italia _ molto arretrato ed _ cominciato con il piede sbagliato, tanto che prima di parlare di proposte concrete _ necessario sapere almeno chi prender_ parte al dialogo con le istituzioni”. Commenta cos_ – contattato da Apcom – il presidente dell’Istituto Islamico di viale Jenner a Milano, Abdel Hamid Shaari, le iniziative prese dal governo britannico di Tony Blair per instaurare un dibattito con la comunit_ musulmana del Regno Unito basata su sette aree tematiche: estremismo e radicalizzazione, ruolo delle donne e dei giovani, moschee come risorsa per la comunit_, istruzione, rapporti con le istituzioni che si occupano di sicurezza, ruolo delle comunit_ locali. “Non si pu_ discutere di proposte concrete se prima non si sa chi _ invitato a dialogare – afferma Shaari. Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu parla di una Consulta islamica, ma non vogliamo che questa si trasformi in un organo ad uso e consumo del governo” costituita a partire dal presupposto che esistano “diversi tipi di islam, uno radicale e uno moderato. Noi vogliamo che al tavolo vengano invitati tutti, sapere con chi condivideremo il dibattito. Solo allora potremo parlare di proposte serie”. Secondo Shaari, esponente dell’Ucoii (Unione delle Comunit_ ed Organizzazioni Islamiche in Italia), in Gran Bretagna il dibattito _ pi_ avanzato perch_ “_ stato intrapreso da molto tempo e in condizioni diverse: la comunit_ britannica conta 4 milioni di persone e ha un radicamento pi_ antico. In Italia invece sono due anni che si parla di un’apertura al dialogo tra istituzioni e comunit_ islamica ma fino ad ora abbiamo assistito solo ad una politica di annunci cui non _ seguito alcun fatto. Noi abbiamo dato la nostra disponibilit_ a parlare con tutti, ora aspettiamo una mossa del governo”. Da cui, secondo Shaari, non _ ancora arrivata un’indicazione precisa su chi siano gli interlocutori. Non esiste forse un problema di rappresentanza del mondo islamico in Italia? Shaari non nega, affermando che nel nostro Paese “non c’_ ancora un Consiglio unico, ma solo tanti istituti e associazioni che a volte parlano con la stessa voce, altre volte non lo fanno”. Nasce da qui, secondo il presidente dell’Istituto milanese, la necessit_ che sia il Ministro, attraverso i prefetti, a riconoscere i possibili interlocutori e in seguito a chiarire quali di essi siano deputati a intervenire nel dibattito, ma “senza esclusioni”. Quello che ha in testa il governo, afferma, sembra invece “una confezione gi_ pronta”. Nelle attuali condizioni, secondo Shaari, la comunit_ islamica non _ in grado di mettere sul piatto delle proposte concrete. Fermi invece i principi che guideranno il dibattito, da parte dell’Ucoii: “Il nostro ruolo sar_ quello di orientare e consigliare i nostri correligionari, rendendo chiaro che cosa significa o non significa essere _ un buon musulmano. Abbiamo stretto un patto con lo Stato italiano – afferma il presidente dell’Istituto di viale Jenner – e ci siamo impegnati a rispettarlo. Chi esce dalla legalit_ e non rispetta i principi di libert_ affermati nella Costituzione italiana si chiama fuori dalla mondo islamico”. Domenica scorsa l’Ucoii ha approvato un documento di dura condanna del terrorismo che invita i musulmani a collaborare attivamente per debellare il terrorismo alla base, chiedendo ai fedeli di “relazionarsi lealmente con le istituzioni dello Stato” denunciando “progetti di attentati o formazione di gruppi a questa finalit_ costituiti ed organizzati, di cui si fosse venuti a conoscenza”.